POS obbligatorio dal 30 Giugno 2014? Ecco tutte le risposte sulla questione!

Siete commercianti, avvocati, architetti, avvocati, artigiani, ingegneri, dentisti, medici o lavoratori autonomi? Siete proprietari di un negozio o di una piccola impresa? Avete letto o sentito notizie riguardo a un decreto che renderà il POS obbligatorio dal 30 Giugno 2014, ma non avete chiaro da quando inizierà e soprattutto per quali categorie professionali sarà obbligatorio? Cerchiamo di chiarirci insieme le idee.

Si è molto discusso e molto ancora si discuterà sull’art. 15 del D.Lgs. n. 179/2012 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l. n. 221 del 17 Dicembre 2012, il cd. “Decreto Sviluppo bis”). Lo stabilire una soglia massima dei pagamenti in contanti (attualmente sotto i mille euro, ma destinata ancora a ridursi) sembrerebbe quindi essere solo uno dei rimedi attraverso i quali l’apparato statale tenta di aumentare la trasparenza delle transazioni finanziarie cercando, così, di ridurre anche il fenomeno dell’evasione fiscale. Sebbene tale soluzione  potrebbe apparire di per sé condivisibile, (quanto meno agli occhi di chi sostiene che a pagare le tasse e a subirne i rincari siano “sempre i soliti noti”), stando alle ultime notizie, copiose sono state le proteste da parte delle più svariate associazioni di categoria a difesa dei propri rappresentati, i quali, già schiacciati dalla crisi, di certo non possono accogliere con favore la prospettiva di doversi accollare i costi di un servizio alternativo al pagamento tradizionale.

POS obbligatorio: per quali categorie?

Come primo passo, cerchiamo di capire chi sono effettivamente i destinatari del decreto. Stando alla lettera dell’art. 15co. 4 – che recita che “A decorrere dal 1°  gennaio  2014, (poi posticipata al 30 Giugno 2014) i  soggetti  che  effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare  anche  pagamenti  effettuati attraverso carte  di  debito”– parrebbe proprio che i destinatari del provvedimento siano tutti i soggetti che vendono prodotti e prestano servizi, sia a carattere professionale che non. Non v’è dubbio, quindi, che tutti, professionisti e non, dovranno accettare pagamenti anche con carte di debito. Oscuro rimane tuttavia il metodo di accettazione di questi pagamenti “effettuati attraverso carte  di  debito”: la disposizione indica infatti solo lo scopo finale del provvedimento, non occupandosi invece del mezzo.

Bonifici, POS virtuale, POS mobile

Tra le tesi a riguardo, alcune palesemente infondate, c’è da sottolineare come in effetti molti professionisti accettino già pagamenti tramite bonifici, di per sé altrettanto tracciabili. Il bonifico, in effetti, soddisfa la ratio della norma (ovvero favorire la trasparenza), ma in realtà non soddisfa a pieno le richieste esplicitate dal legislatore, ovvero “l’accettazione dei pagamenti anche attraverso carte di debito”. Inoltre la promessa di un bonifico è ben diversa da una transazione effettuata all’istante, direttamente con la carta del cliente, il quale non potrà più nascondersi dietro scuse per dilazionare o comunque ritardare il pagamento al professionista.

Quindi, al di là dei bonifici, rimangono percorribili solo due ulteriori soluzioni che consentano di non violare la norma: effettuare transazioni CNP (card not present) o transazioni CP (card present, quindi effettivamente munendosi del POS). Le prime, sono le classiche transazioni su internet, dove il professionista (il creditore), inserendo i numeri e i codici di verifica della carta del cliente (il debitore), effettua la transazione su internet (senza ovviamente la verifica della firma e dovendosi comunque munire della tecnologia necessaria per accettare pagamenti online, che comunque ha dei costi non indifferenti, in termini di canoni e percentuali). Questo metodo di per sé funziona ed è alla base di tutto il sistema e-commerce. Altrettanto vero è però che questo sistema funziona solo per le carte di credito e per le carte prepagate ricaricabili; solo queste ultime sono effettivamente assimilabili alle carte di debito (escludendo tuttavia tutta la gamma dei cd. bancomat, ad esempio).

Le transazioni CP sono invece i classici pagamenti via POS, possibili con carte di credito, debito e carte prepagate; sembrerebbero quindi rappresentare la soluzione più completa in assoluto. Certo è che i dotarsi di POS bancari significa grossi costi d’installazione, minimi di transato e soprattutto canoni mensili fissi, a prescindere dal reale utilizzo. A far capolino nel mercato di recente, ovviando a questo carico di spese, si stanno diffondendo i mobile POS, che, a differenza di quelli bancari, non hanno né canoni né costi fissi, e offrono una soluzione pay per use, quindi basando la spesa solo sul reale utilizzo: è la soluzione che proponiamo noi di payleven, ad esempio.

POS obbligatorio? La risposta è “ni”

Da sottolineare è che, comunque, la lettera della norma non impone di per sé l’obbligo giuridico, bensì l’onere di munirsi di un qualsivoglia strumento per l’accettazione delle carte di debito: questo significa che non è prevista alcuna sanzione per chi non ne fosse provvisto.

POS obbligatorio o meno, resta il fatto che tutti coloro che prestano servizi o svolgono un’attività di natura professionale e non, dovranno dotarsi di uno strumento atto ad accettare pagamenti tramite carta, nel caso siano superiori ai 30 euro, in un futuro molto prossimo. Tanto vale munirsi immediatamente di uno strumento che consenta di accettare tutti i tipi di pagamenti, con qualsiasi carta, anche perché, visto il periodo che sta attraversando l’economia, l’unico desiderio di chiunque svolga un’attività è quello di essere pagati, nel più breve tempo possibile. Il consiglio è… quello di dotarsi di un POS.

Meglio pochi, maledetti e subito, no?

(Fonte Payleven Blog)